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Beni Comuni e Partecipazione
Dall’inizio della campagna referendaria contro l’obbligatorietà della gestione privata dei servizi pubblici e del servizio idrico in particolare, campagna riconosciuta con il nome Acqua Bene Comune, si fa un gran parlare di Bene Comune e di Beni Comuni.
Molte formazioni politiche e movimenti si richiamano a queste categorie in modo piuttosto astratto e generico, mentre economisti quali ad esempio di Stefano Zamagni, Luigino Bruni, Leonardo Becchetti individuano la soluzione alla crisi economico-finanziaria-produttiva attuale, proprio in una ritrovata attenzione ai beni comuni, al bene comune, ai beni relazionali e in generale a beni non economici. Una maggior incidenza di questi beni nel sistema economico giovano allo stesso sistema per la loro capacità di generare il bene maggiormente dissipato in questi anni: la fiducia.
Con bene comune ci si riferisce a categorie quali felicità, benessere, qualità di vita, diritti umani relativi ad una comunità in senso generale, con beni comuni si fa riferimento a singoli beni che si considera non possano e non debbano essere spartiti. Esempi di questi beni comuni sono l’aria, l’acqua, il paesaggio, la biodiversità, il sole, lo strato di ozono, l’ecosistema in generale. Nel caso di appropriazione, o spartizione, o utilizzo privato di uno di questi beni comuni, altri patiscono la limitazione all’accesso con una riduzione del livello di benessere, di felicità, di soddisfazione dei propri bisogni essenziali. In qualche modo si verifica una riduzione della felicità generale, per il fatto che a fronte di vincitori “felici” si sono generati altri sconfitti “tristi”.
E’ generalmente riconosciuto questa inalienabilità di alcuni beni comuni. Invece su come gestire i beni comuni c’è maggior divergenza di opinioni.
Un visione attualmente prevalente in ambito parlamentare afferma che la gestione possa essere efficacemente affidata al mercato e alle logiche della competizione basata sulla massimizzazione del profitto individuale.
L’argomento è di strettissima attualità anche in provincia dove beni comuni quali fiumi, laghi, paesaggio, fauna ittica, ecosistemi fluviali sono da decenni asserviti agli interessi di società produttrici di energia elettrica e dove gestioni pubbliche lottizzate hanno generato deficit ora difficili da gestire come, esempio emblematico, in GSP SpA.
La rete interdiocesana sui Nuovi Stili di Vita ha discusso di beni comuni e dei modelli di gestione nell’incontro nazionale tenuto a Rimini lo scorso novembre, cui ha partecipato anche il corrispondente ufficio locale denominato “Cultura e stili di Vita in Montagna”. Interessante la posizione emersa, espressa nella relazione di don Bruno Bignami, insegnante di teologia morale, per la quale la stessa gestione dei beni comuni debba necessariamente essere di tipo partecipativo, con il coinvolgimento dei cittadini e delle comunità nell’informazione e nelle decisioni.
La tesi è sembrata ben argomentata e condivisibile e pertanto l’Ufficio Diocesano, in collaborazione con il Circolo Astra e il gruppo locale dei soci di Banca Etica (GIT) , ha ritenuto di portare questa riflessione nell’ambito Bellunese dove è di stringente attualità la discussione sulla modalità di gestione del servizio idrico integrato. Propongono pertanto, anche con il supporto del locale comitato Acqua Bene Comune, del nascente Gruppo Promozione Scoutismo, del GAS Frùsseda e del Comune di Ponte nelle Alpi, un incontro pubblico, aperto a tutta la cittadinanza con don Bruno Bignami per giovedì 2 febbraio alle 20.30 presso la sala Tina Merlin – biblioteca di Ponte nelle Alpi dal titolo “Beni Comuni e Partecipazione”.
Educare in rete ai tempi della rete: una lettura condivisa della nostra realtà educativa bellunese
Venerdì 20 gennaio 2012 ore 20.30
presso la Casa delle Opere Parrocchiali di Cavarzano a Belluno
Tavola Rotonda sul tema:
Educare in rete ai tempi della rete: una lettura condivisa della nostra realtà educativa bellunese
Interverranno all’incontro:
Marco DA RIN ZANCO
(Assessore alle Politiche per la Famiglia e per i Giovani
del Comune di Belluno)
Federico DALLA TORRE
(Sindaco di Sovramonte)
Michela TAVI
(Presidente della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali)
Paolo BELLO
(Ideatore del progetto “Fuoriposto” del Ser.T. di Belluno)
Sara SOCCAL
(Insegnante)




